Il locale

Da sala prove a Live Club

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La casa dei musicisti a Napoli

La storia

Il Cellar Theory nasce a Napoli nel 2007, in una cantina di Via Bonito, al Vomero. All’inizio si tratta solo di una serie di sale prove e di registrazione, e molti musicisti e band partenopee lo scelgono per dare origine e forma ai propri progetti. Il Cellar diventa così luogo di aggregazione e di confronto per chi fa musica a Napoli. Quando nel 2008 una band chiede ospitalità per un live, il successo di pubblico è tale che il Cellar, da sala prove, diventa anche live club. In questa nuova veste, il Cellar non perde la sua identità di crocevia del meglio della musica napoletana e non, e ospita sia progetti locali che provenienti da fuori città, ma sempre nello spirito di proporre qualcosa di nuovo e di diverso rispetto al panorama “mainstream” e di puro intrattenimento del resto di Napoli.
Nel 2013 il Cellar Theory trova una nuova location, sempre al Vomero, dove ricominciare, sul solco di ciò che era in passato ma con la voglia di diventare qualcosa di più e di nuovo.

Ci ispiriamo ai Kellerclub di Berlino

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Non seguiamo un sentiero, ne tracciamo uno nuovo

Il concept

Il vecchio Cellar Theory si ispira – e in parte prende il nome – dai Kellerclub berlinesi, veri e proprio club sotterranei ricavati da cantine, apparentemente chiusi al pubblico, ai quali in realtà si accede tramite scalette impervie, e che per quanto appaiano piuttosto “grezzi” nella forma e arredati alla meno peggio, sono spesso il fulcro della vita notturna e musicale della capitale tedesca. Il vecchio Cellar non faceva in modo di essere così, era PROPRIO così di suo, con le sue scale, i suoi muri rossi un po’ scalcinati, i divani di seconda mano spesso bistrattati dai clienti nelle serate più “vivaci”, il bancone del bar intorno al quale ci si poteva muovere liberamente, magari preparandosi un drink da soli. Un club dove ci si sentiva a casa, e dove avventori e musica erano più liberi di essere se stessi.

Il nuovo Cellar Theory è diventato “grande” e indossa un vestito meno sgualcito del precedente, ma non ha perso il suo vecchio spirito di kellerclub, di posto dove essere se stessi e dove ascoltare una musica che non è scesa a compromessi. Un posto per chi, la musica, la ama davvero.

Il posto per chi la musica la ama davvero

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Per dare spazio alle voci nuove oltre i soliti circuiti

La musica

Al Cellar Theory la musica non è intrattenimento, un “sottofondo” per passare la serata. Qui la musica è regina, e tutto il resto le gira intorno. D’altra parte, il club nasce come sala prove – e come tale ancora lavora, a tutt’oggi – e quindi è un posto per chi la musica la ama davvero. Non c’è un genere di riferimento, qui jazz, rock, elettronica, cantautorato – e tutto quello che in un genere non rientra – trovano lo stesso spazio di espressione, purchè si tratti di progetti nuovi, di sperimentazione, di espressione di chi ha davvero qualcosa da dire in campo musicale. E non solo: ci piace l’arte in tutte le sue forme, che sia video, fotografia, performance, in generale qualunque voce cerchi spazio fuori dai soliti circuiti. 

Questo non significa che non ci piaccia divertici e far divertire, d’altra parte in inglese “divertirsi” e “suonare” sono sinonimi. Ci piace ballare sui tavoli e fare brindisi di gruppo, ma rigorosamente a modo nostro, senza freni, come a casa.

Un bar per bevitori di razza

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Solo vino, birra e spiriti di prima scelta

Il bar

Il Cellar Theory ha sempre ospitato bevitori di razza, per questo al bar ci teniamo molto. Siamo fieri del nostro lunghissimo bancone che ospita una bottiglieria concepita non certo – o meglio, non solo – per sbronzarsi, ma soprattutto per bere con piacere, con gusto, e magari evitando i tipici postumi che danno gli alcolici di bassa categoria (non dimenticate che ospitiamo molti musicisti, e ci teniamo alla loro salute!).

La bottiglieria del Cellar ospita solo vino, birra e spiriti di prima scelta, italiani e d’importazione, scelti con amore da Stratos, il “boss” del nostro bar. Fatelo felice, e chiedete a lui di consigliarvi il whisky giapponese appena arrivato, la vodka aromatizzata, o un bicchiere del miglior traminer per la vostra jamma. Oppure potete farvi preparare un cocktail, ma sappiate che un semplice vodka-tonic sarebbe un vero spreco (anche se ve ne serviremo uno impeccabile).
Un giro gratis di Slivovitz, poi, può sempre capitare, ma solo ai clienti abituali, che poi non sono altro che gli amici più affezionati del club.