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21 maggio 2015

Hama Yoko /interview

Giovedì 21 Maggio 2015 al Cellar Theory doppio stage elettronico con set di apertura del musicista romano Cris X, e a seguire il live dell’artista giapponese Hama Yoko. Al termine intervista nel backstage di Gianfranco Tirelli alla performer giapponese, di passaggio in Italia. Yoko Higashi (questo il suo vero nome) non parla ancora un italiano fluente, dunque l’intervista è stata effettuata in un misto inglese e francese. Di seguito la traduzione pressoché fedele, anche nei singoli termini, della conversazione con l’artista.

C’E’ QUALCHE CONNESSIONE TRA LA TUA MUSICA E GLI ANTICHI RITUALI GIAPPONESI ? PARLO DEGLI ASPETTI VOCALI
Non faccio riferimento a rituali particolari. Ma mi ha influenzato il teatro No e amo la cultura degli aborigeni asiatici

QUAL E’ LA TUA FILOSOFIA ? COSA INTENDI COMUNICARE ATTRAVERSO LA MUSICA ?
Non posso dire che la mia musica abbia una filosofia

C’E’ ALLORA UN CONCETTO, UN’IDEA BASE CHE VORRESTI CHIARIRE ?
Posso dire che tutto vive di un feeling tra me e il pubblico

QUALE LINGUA USI PER I TESTI ?
Le mie liriche non hanno alcun senso, non parlano di qualcosa, conta solo il suono della voce. La mia vocalità vive di improvvisazioni, di onomatopee

RITIENI CHE OGGI LA MUSICA ABBIA IL POTERE DI CAMBIARE LO STATO DELLE COSE ? DI INCIDERE SULLA VITA DELLA GENTE ?
Non credo, cambiare è molto difficile

ALLORA COSA TI SPINGE A QUESTA RICERCA ?
Capisco cosa intendi. Quando sono davanti al pubblico trasmetto la mia visione della realtà a chi mi sta di fronte. La vita può essere terribile, di certo non è sempre allegra, non è quella favola che molti cantanti legati allo show business ci raccontano. Così voglio che chi mi guarda possa pensare: “Anche lei è come me, anche lei sente il dolore che sento io, mi riconosco in quel che fa”; il mio canto è un modo per esprimere il profondo disagio di stare al mondo.

CREDI IN UNA TRADIZIONE ? AD ESEMPIO, ASCOLTI MUSICA CLASSICA GIAPPONESE ?
Sì, in particolare nei suoi aspetti legati al teatro No e alla danza butoh

COSA NE PENSI DI QUESTO LOCALE, TI HA ISPIRATO L’ATMOSFERA DEL CELLAR ?
Certo, ed ho apprezzato anche la qualità di diffusione del suono. Il pubblico è stato molto curioso verso una musica non facile, l’audience è stata accogliente.

DOVEHAI SUONATO PRIMA DI VENIRE QUI AL CELLAR ?
A Bari

CHE IMPRESSIONE TI HA FATTO LA CITTA’ DI NAPOLI ?
Amabile, perché è punk [NDR. Con sufficiente margine di sicurezza credo che Higashi intendesse dire “anarchica”]

DOVE VIVI IN QUESTO PERIODO ? E DI COSA TI OCCUPI ?
In Francia, dove lavoro come musicista e danzatrice